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Medioevo trionfale: Il paese di Roccatederighi e la sua fortezza presero il nome dai discendenti di un certo Tederigo, che governavano la zona nel XIII secolo. Attirati dai numerosi ritrovamenti di minerali (specialmente argento e rame) nella zona, nel 1405 i Senesi presero possesso di questi luoghi annettendo Roccatederighi alla Repubblica Senese. Nell'affresco della Sala del Gran Consiglio nel Palazzo Pubblico di Siena, Simone Martini rappresenta l'analoga conquista della vicina Monte Massi: alto sul suo destriero, Guidoriccio da Folignano troneggia nella sua sfarzosa armatura, mentre sullo sfondo l'accampamento militare e la città assediata sono collocati in un realistico paesaggio montuoso.

Lo charme dell'isolamento: Negli anni Sessanta gli abitanti di Roccatederighi soprannominarono il parroco Don Camillo; si prendeva a cuore questioni mondiali al pari del benessere generale del corpo, fondando anche un’associazione sportiva. Molto ancora oggi ricorda la figura famosa degli anni Cinquanta e quella del coprotagonista Peppone: qui l’Italia è ben lontana dalla dinamica della prosperità economica. Anziani sui gradini davanti a casa, gioco di carte nel bar 'da Nada', fanfaronate da cacciatore, come se il tempo si fosse fermato. Tra gli anziani è ancora vivo il ricordo della povertà e dell’emigrazione del dopoguerra; i loro figli si sono trasferiti da tempo, i nipoti vengono in visita sporadicamente. Gli unici immigrati sono ricercatori di tranquillità, soprattutto svizzeri e tedeschi, che hanno spesso trasformato delle casette dismesse in incantevoli rifugi privati.

Le passeggiate: Il fascino del paesaggio si svela a chi lo attraversa a piedi. Da Roccatederighi fino a Roccastrada, nelle lunghe passeggiate su piccoli sentieri attraverso i vigneti di Ampeleia, si avverte viva tutta la ricchezza della flora e della fauna propria dell'Alta Maremma. Il vigneto racchiude nel suo piccolo il carattere di questa regione: cultura, storia e natura, paesaggio, architettura e arte, cucina e tradizioni, in un unico racconto.