Di pioggia e fiori

Girando tra le nostre vigne penso in quali condizioni, per certi aspetti estreme, sono arrivate alla fase della fioritura.
I vitigni mediterranei sono quasi al termine mentre i grappoli di Cabernet franc stanno iniziando a perdere le caliptre mostrando antere e ovario.
Negli ultimi 40 giorni le giornate asciutte non sono state più di dieci, temperature minine sotto i 10°C, sole poco e timido, tre piccole grandinate, terreni freddi e saturi di acqua: con le piogge dell’ultimo periodo la piovosità dall’inizio dell’anno è arrivata a 600 mm (800 mm la pioggia media annuale).

Nonostante queste forze di terra e acqua così forti, le viti crescono lentamente, ma crescono, spingendo gli apici dei germogli verso il cosmo. Pianta forte, selvaggia, elastica, la vite sente, percepisce quali sono le condizioni del clima e si adatta per proseguire il suo ciclo annuale e perenne.

Le attenzioni in questo momento sono rivolte a controllare le possibili infezioni di peronospora, potenzialmente favorite da pioggia e umidità. Ad oggi però non ci sono attacchi di questo fungo, a parte in un’area ristretta , dove le viti sono deboli e in un contesto di coltivazione non ottimale.
I parassiti vegetali e animali, hanno un ruolo ben preciso e definito in Natura, ovvero demolire ciò che è debole e morente. La malattia va quindi vista come sintomo e non causa. Lavorare con pratiche attente e sensibili ad incrementare la vitalità e l’equilibrio della piante, rafforzando il loro sistema immunitario, ci consentirà nei prossimi anni di avere viti più tolleranti e quindi di ridurre i trattamenti di difesa con rame e zolfo.

Quando cammino tra la vigne, sto imparando a osservare anche fiori e piante spontanee che crescono lungo i filari.
In modo arrogante le chiamiamo erbe infestanti solo perché nascono dove non vorremmo, ma come per i parassiti la loro presenza ha un significato preciso. È un linguaggio della Natura: attraverso colori forme e profumi, che ci indica gli errori fatti ma anche i rimedi.
Quest’anno è particolarmente diffusa la camomilla, la quale cresce nei terreni che si sono compattati, perché calpestati quando la terra è bagnata. A causa delle frequenti piogge, siamo stati costretti ad entrare nei filari con i trattori anche con terreni molto umidi, causando compattazione e asfissia nei primi 20-30 cm del suolo. La radice della camomilla, essendo abbastanza lunga e fittonante, riesce a scavare negli strati superficiali portando ossigeno. I suoi fiori, invece, se somministrati attraverso tisane, rafforzano il corpo vitale delle piante e ne migliorano la capacità di utilizzo della luce attraverso la fotosintesi.
La Natura, nella sua maestosità, saggezza e generosità, prevede tutto.

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