17/10/2014

Incastri di gusto 2014 (Levatappi)

Incastri di Gusto 2014 – Lunedì 13 ottobre
Una Selezione Impeccabile. Bella Gente. Tanta Qualità. Bene. Bravi. Bis.


Ottimo esordio per questa prima edizione di Incastri di Gusto, gran bell’evento che si è svolto nella suggestiva cornice del Forte Marghera di Mestre, già location di Ombra Coraggiosa, altra manifestazione di cui abbiamo dato testimonianza qualche tempo fa. Presenti quarantasei aziende, rappresentate per la maggior parte da Les Caves de Pyrene e Vino & Design, due tra le più interessanti realtà italiane nell’ambito della selezione e distribuzione di vini. L’organizzazione è stata curata da Mattia Tabacco in collaborazione con Fortezza Bastiani, e Tullio e Simone Moressa.

La manifestazione era ad invito, sono riuscito ad imbucarmi ancora una volta grazie a Roberta Ziero de La Dame Rouge, in pratica ero l’unico non addetto ai lavori tra le oltre duecento persone intervenute, tra ristoratori, distributori, negozianti ed altri operatori del comparto eno gastronomico.

Iniziamo con i vini di Carolina Gatti, che testimoniano in modo inequivocabile come nel corso di un anno il mio approccio al vino si sia modificato. Il suo Raboso 2010 mi aveva lasciato perplesso (per usare un eufemismo), al punto da scriverne in termini non molto lusinghieri.

Riassaggio quella stessa annata e al di là di una iniziale riduzione non percepisco in modo così marcato quell’acidità volatile che mi aveva disturbato, bensì note di frutta rossa, una beva piacevole, un bel tannino. Forse non sono solo io ad essere cambiato nel corso di questo anno, non escludo che anche il vino abbia avuto una sua evoluzione. Ad ogni modo sono contento di averlo riscoperto e di essermi riappacificato con Carolina, anche perché dotata di caratterino bello tosto.

Passiamo in rassegna i vini di Vignale di Cecilia, la piccola azienda di Paolo Brunello, di cui assaggiamo il Benavides (Moscato e Garganega), il Cocai (Tai bianco in purezza), il Covolo (Merlot e Cabernet Sauvignon), il Passacaglia (Merlot, Cabernet e Barbera) e El Moro (Carmenere). Tutti vini espressione del terroir dei Colli Euganei, di grande mineralità e consistenza. Vini semplici nel migliore senso del termine, ma che sanno esprimere anche grande struttura e personalità, come nel caso del Passacaglia.

Ci fermiamo da Natale Simonetta di Cascina Baricchi, bella realtà delle Langhe che produce – anche – interessanti spumanti metodo classico. Oltre all’Et Voilà (100% Pinot nero) ed al Visage de Canaille Rosé (Nebbiolo 100%) assaggiamo lo Jamais, che merita qualche parola in più: è ottenuto da un 70% di Pinot Nero e da un 30% di vino di riserva ottenuto da uve Chardonnay, Sauvignon Blanc, Viogner, Riesling e Chenin Blanc, vinificato secondo quel metodo solera utilizzato da Jacques Selosse. La presa di spuma avviene aggiungendo mosto da uve Riesling e Chenin Blanc attaccate da Botritys. Le fermentazioni sono tutte spontanee, grazie ai lieviti naturalmente presenti sulle uve. L’ultima novità è il Revolution, uno spumante metodo classico a base Syrah. Insomma, delle bollicine un po’ diverse dal solito.

Belle anche le proposte di Ampeleia, azienda toscana che lavora prevalentemente con Alicante, Carignano, Cabernet France e Sangiovese. In particolare c’è piaciuta la leggerezza del loro prodotto base, chiamato Unlitro e a base di Alicante, Carignano e Alicante Bouchet. Un vino conviviale, di facile beva, con una struttura leggiadra che invita al secondo calice.

E’ quella caratteristica che ho ritrovato anche nei vini di Francesco Cirelli, in particolare del suo Cerasuolo d’Abruzzo 2013. Vini conviviali, onesti e senza orpelli, da bere in compagnia.

Interessante la selezione di vini francesi proposta da Les Caves de Pyrenne e meravigliosamente raccontati da Paolo Pallozzi, tra cui il Vouvray La Dilettante 2013 di Catherine et Pierre Breton, il curioso Attention Chenin Méchant Anjou 2013 di Nicolas Reau e Le Rouet Sancerre 2011 di Domaine Etienne et Sebastien Riffault.

Tra gli Champagne ci hanno particolarmente colpito il Gran Cru Gabriel Brut 2004 di Gosset-Brabant e i Cuvée Blanc de Noirs Premier Cru e Vintage Grand Cru 2008 di Marguet.

Ma non si campa di solo vino (dicono) e oltre alle tante eccellenze in bottiglia c’erano i salumi di Mannori e di Vecchio Varzi, i prodotti di Joselito (Jamon Iberico, chorizo, guanciale, ecc), le acciughe del Cantabrico, le cozze, i calamari ed altri prodotti del mare sottolio di Sanfilippo e Linda Plaja, il cioccolato di Modica di Sabadì, pane artigianale e la pasta trafilata in oro di Verrigni ottenuta dal grano duro di Valentini.


Fonte: Levatappi

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