Dalla cantina

La cantina, per me, in vendemmia, diventa luogo di intimità e conoscenza personale. Vi scrivo pensieri che nascono da lì e che diventano parole esattamente come il frutto si è trasformato in vino.

È stata una stagione faticosa e impegnativa sia fisicamente che mentalmente. Risorse, energie sono sempre state impiegate, senza interruzione, a quali atti agricoli mettere in pratica per aiutare le nostre vigne. Cresciute senza il nutrimento del freddo invernale e del calore estivo, a fine luglio mi sembravano confuse e caotiche nel loro essere così verdi e lussureggianti. Ho camminato su e giù per i filari cercando di trovare un linguaggio comune di complicità, ma anche solo per farle sentire la mia presenza, per incoraggiarle e darle forza.
Oggi, ripensandoci, mi rendo conto che stava avvenendo il processo inverso… Quel caos, fisico delle piante e mio personale, come in una dinamizzazione, ha dissolto vecchie consapevolezze e ricreato delle nuove.

Sarà banale, ma da questa annata ho imparato una grande lezione; saper accettare e non opporsi alla sacralità degli eventi. In questo stato di apertura e di sincera accettazione, tutto diventa più luminoso e le azioni/comportamenti seguenti sono più centrati e carichi di positività. Far diventare il lavoro una pratica spirituale da usare anche nella vita. Ecco ciò che mi fa amare il nostro lavoro.

Tornando più “terreni”, i vini 2014 stanno evidenziando il carattere delle nostre vigne.
Pieve/Grenache, Meleta/Cabernet franc confermano di essere delle simbiosi territorio/vitigno di rara purezza. In particolare i Cabernet franc (ammetto di essere poco obbiettivo) hanno una forza espressiva e gentilezza che mi fa commuovere… Vanno in direzione del sole, come i cipressi davanti alla cantina…

Grazie per la condivisione.
Vi abbraccio,
Marco.

<< Torna all'elenco