24/03/2015

La sorpresa dei piccoli, 12 nomi da tenere d’occhio

Ore 9. Apertura del Vinitaly. Prima (e lunga) tappa al Vivit («Vigne Vignaioli Terroir»), il padiglione dei vini naturali, dei piccoli e appassionatissimi produttori che sono venuti a raccontare le loro creature con tutta la passione che li anima. Qui tutti gli stand sono uguali. Chi vuole esporre in questo angolo affollatissimo del Vinitaly si deve accontentare del suo banchetto.

Molti hanno le mani consumate dal lavoro in vigna. «Non sopporto la parola Supertuscan», ci dice uno di loro. «Io sono un vignaiolo, guarda la terra sotto le unghie». I vini artigianali sono diventati una moda, ma non farà la fine di tutte le mode, prima o poi destinate a scomparire. La grande maggioranza dei vini assaggiati in questo padiglione ci sono piaciuti. Non possiamo rendere conto di tutti gli assaggi, ma di alcuni che ci hanno colpito, tra conferme e novità, sì.

Iniziamo dall’azienda maremmana Ampeleia: Un Litro 2014 (mix di vitigni mediterranei con una bella acidità), Kepos 2013 (naso di foglie mediterranee), Alicante in purezza 2014, Cabernet Franc 2014 (solo 2 mila bottiglie). Ampeleia 2012: rappresenta la biodiversità e la ricchezza del territorio. Legno e cemento. Un vino che cerca e trova un equilibrio fra complessità e immediatezza espressiva.

H. Fa.

Fonte: Corriere della sera - Firenze, 24 marzo 2015

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