sui gradini davanti a casa, gioco di carte nel bar da Nada, fanfaronate da cacciatore - come se il tempo si fosse fermato. Tra gli anziani è ancora vivo il ricordo della povertà e dell’emigrazione del dopoguerra. I loro figli si sono trasferiti da tempo, i nipoti vengono in visita sporadicamente. Gli unici immigrati sono ricercatori di tranquillità, soprattutto tedeschi e svizzeri. Hanno trasformato delle casette dismesse in case di vacanza o per pensionati. Addirittura la fortezza con la sua alta torre è oggi un rifugio privato di cultura dell’abitare.