28/04/2018

Alicante su Vinodabere - Grenaches du Monde

La partecipazione come giudice ad un concorso internazionale è sempre una bella esperienza che arrichisce attraverso il confronto con vini e giudici provenienti da tutto il mondo; la sesta edizione del Concorso Mondiale della Grenache: Grenaches du Monde, svoltosi in terra catalana da pochi giorni (abbiamo già parlato su Vinodabere delle medaglie assegnate: link), ha visto a confronto vini prodotti in tutto il mondo con i vitigni omonimi appunto della Grenache: Garnacha o Garnatxa in Spagna, Cannonau in Sardegna, Tai rosso in Veneto, Gamay del Trasimeno in Umbria, Granaccia in Liguria, Bordò nelle Marche, Alicante in Toscana.


La dinamica del Concorso prevede che ogni giudice assaggi e valuti solo una piccola parte dei vini che partecipano (quest’anno in totale circa 800) ma durante i 3 giorni della manifestazione ci sono tante occasioni per assaggiare anche molti altri dei vini presentati.


Ovviamente alcuni dei vini assaggiati alla cieca durante i lavori della giuria sono stati poi premiati sulla base della valutazione media ma io vorrei raccontare alcuni degli assaggi  che più mi hanno impressionato durante le tre giornate in degustazione libera, quindi dando spazio non solo alla valutazione tecnica ma anche al gusto personale e alla piacevolezza di qualche abbinamento sperimentato in “diretta”.

Insomma le “MIE” personali medaglie d’oro, davvero vini che, anche su segnalazione di qualche altro giudice “complice”,  mi hanno colpito e che voglio segnalare senza dare voti ma diciamo pure tutti over 90!


Alicante 2016 – Ampeleia

L’espressione del vitigno stavolta proviene dalla Maremma, dove l’impronta di Elisabetta Foradori si sposa con un territorio non facile se si cerca l’eleganza: in questo caso il vino sembra davvero cesellato e rivela dopo un bouquet di profumi di fiori rossi e spezie orientali, una bocca di grande finezza ed eleganza, in cui le componenti morbide non prevaricano e giocano un ruolo di secondo piano, garantendo una beva trascinante ed un finale lunghissimo che si sposa bene anche con cibi semplici.


Fonte:  Vinodabere - Stefano Ronconi

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