25/06/2018

Un vino con cui è facile stupire: il Bianco di Ampeleia 2017

Parlando di Ampeleia il rischio è sempre lo stesso cioè soffermarsi approfonditamente su un dettaglio finendo per perdere la bellezza assoluta del quadro generale. Perché Ampeleia è proprio la classica realtà che ti ingloba a 360 gradi finendo per risultare così laboriosa, completa e autosufficiente da risultare scollegata dal mondo pur essendovi immersa nelle rradici.

Quindi, riprendiamo il filo partendo dalle basi.

Siamo in Maremma, precisamente in località Meleta a Roccatederighi, in provincia di Grosseto, ma sembra di essere in un universo parallelo e autosufficiente, biodiverso a livelli non immaginabili. Ampeleia è vigna (33 ettari), bosco (54 ha), seminativo e pascolo, uliveto, 3 mucche (razza Grigio Alpina), galline e api, orto e frutteto: un autentico Paradiso terrestre, insomma. (…) L’estensione dei terreni dai 200 ai 500 metri sul livello del mare porta a individuare addirittura tre diverse zone, con Ampeleia di Mezzo e Ampeleia di Sotto che si sono aggiunte negli anni, al nucleo originario, Ampeleia di Sopra, che coincideva proprio con l’az. agricola Meleta che i soci iniziali acquisirono agli albori del progetto: 70 ettari, di cui 15 vitati, rendono Ampeleia di Sopra è il nucleo aziendale più vasto. Collocato ad un’altezza che va dai 450 ai 600 metri slm, è principalmente piantato a cabernet franc.

Ampeleia nasce nel 2002 e oggi a guidarne i destini sono Elisabetta Foradori (proprio in questi giorni si sono tenuti i festeggiamenti per i 30 anni del Granato) e Giovanni Podini ma andando in azienda – inutile dire quanto valga il viaggio troverete Giulia ad accogliervi. E da qualche tempo, anche il primo vino non rosso, perché sarebbe bianco ma più facilmente orange.

Il Bianco di Ampeleia nasce da diverse varietà a bacca bianca co-cresciute in vigna come un tempo. Si tratta di una vecchia vigna di trebbiano ed altre varietà locali a bacca bianca i cui legni sono stati utilizzati per i nuovi innesti. Nel 2016 sono stati innestati 6.000 metri ad Ampeleia di Mezzo. Tra il 2017 e il 2019 verranno innestati circa 4 ha di Bianco di Ampeleia ad Ampeleia di sopra, prendendo il legno dalla vigna originale.

E il vino? Aranciato, profuma di cera, erbe alpine, tè verde e albicocca disidratata, è ammaliante e non va servito troppo freddo altrimenti uccideremmo tutti i profumi. In bocca è continuo, salino, calibratamente tannico – repeat: la temperatura di servizio qui è davvero fondamentale – e specie nel finale lascia una traccia gustativa importante e appagante. Vino da formaggi, vino da minestre e perché no, vista l’estate alle porte, vino da grandi pesci arrosto.

Vino da utilizzare per stupire qualcuno, tra le altre cose. Chiaro, no?


Fonte: Les Caves blog

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